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VITE CAMBIATE

VITE CAMBIATE

Stavamo attendendo il mese di maggio del 2009 con tante aspettative e avevamo tanto pregato affinchè Dio muovesse la Sua mano potente tra di noi per spezzare ogni catena che ci stesse tenendo ancora prigionieri.
La seconda domenica del mese (10-05-2009) il pastore parlò della liberazione dai traumi emozionali e dai legami sentimentali. Nel corso della predicazione, qualcosa iniziava a muoversi dentro di me, cominciavo a sentirmi male perché tutta la settimana precedente ero stata preda dell’ira e mi sentivo sconfitta da questo sentimento che aveva preso il controllo di me.
Iniziai a ricordare tutte le volte che avevo chiesto a Dio di liberarmene, tutte le volte che, pregando, avevo rinunciato all’ira e tutte le rispettive volte che poi ne ero rimasta accecata.
Veramente, provavo un enorme senso di fallimento e cominciavo a credere che non ci sarebbe stata alcuna soluzione per me, quelle esplosioni avrebbero continuato a fare parte della mia vita, perché tutto dimostrava che non ero capace di controllare quelle reazioni.
Era proprio questo il punto: da sempre ero stata una persona iraconda e pure violenta, ma solo da quando avevo conosciuto Gesù avevo cominciato a vedere in me queste brutte caratteristiche, a capire il male che infliggevo agli altri quando scatenavo il mio furore e a desiderare di non danneggiare così le persone. Diventai molto sensibile al dolore degli altri, sapere di aver ferito qualcuno mi faceva struggere; per questo motivo, decisi di controllarmi e di non maltrattare mai più una persona.
Tuttavia, dentro di me, subivo le provocazioni ed ognuna sollecitava i miei nervi con una violenza inaudita. Ogni “arrabbiatura” mi costava tanto patimento: la tensione che si produceva in me era tale da provocarmi crampi e contratture, crisi di pianto e momenti di orribile depressione.
Era come se tutto quello che nel passato esplodeva contro le persone, adesso implodeva contro di me.
Si capisce perché non potevo essere felice in questa situazione e volevo assolutamente uscirne.
Quella benedetta domenica, al termine della predicazione, mentre tutti pregavamo, lo Spirito di Dio fece qualcosa di speciale per me. Ero lì, sconfitta e sfiduciata, mi chiedevo perché tutta quella violenza prendesse il controllo di me e perché non riuscissi a liberarmene… quando all’improvviso la luce di un flash colpì degli episodi del mio passato remoto e svegliò i miei ricordi. Li svegliò a tal punto che iniziai a rivivere tutte le sensazioni legate a quelle esperienze, tornarono alla mia mente quattro fatti distinti, accaduti quando io ero bambina. Chi sa quanto in fondo li avevo seppelliti per dimenticare l’efferatezza che mi aveva investito, la violenza che

• aveva aggredito e martoriato il mio corpo, la mano che lo aveva afferrato ed usato come straccio, i piedi che lo avevano calpestato, le parole di acre disprezzo che
avevano leso la mia coscienza e cancellato la mia dignità.
Erano ricordi così brutti che il dolore che provavo era straziante, non riuscivo a sopportarlo; tornai a casa sconvolta e devastata.
Nei seguenti tre giorni continuai a piangere e a singhiozzare, chiedendo a Dio perché mi era stato fatto quello, come avevano potuto quelle persone calpestarmi così, come avrei potuto perdonare.
Sentivo una pulsione fortissima di fare giustizia, raccontando a tutti chi era stata la causa di quel mio carattere incorreggibile e perché adesso io ero ridotta così; volevo gridare al mondo intero cosa mi avevano fatto, per sentirmi dire che era imperdonabile. Eppure non lo feci.
Avrei voluto strapparmi il cuore per quanto era acuto e lacerante il dolore che provavo! Ma lo Spirito di Dio, che aveva iniziato a scavare in me, non era venuto per farmi soffrire e lasciarmi le ferite aperte, Egli sapeva perché aveva provocato quel subbuglio in me: lo aveva fatto per guarirmi e per liberarmi.
Così, nei giorni seguenti, mentre pregavo accorata, Egli mi consolava e mi tranquillizzava e con la Sua infinita dolcezza mi persuadeva che nulla era imperdonabile, che conservare quel dolore non mi avrebbe reso giustizia e che, solo, mi avrebbe tenuta incatenata a quella violenza che odiavo e che volevo buttare fuori dalla mia vita. Quando finalmente mi convinsi di ciò, dissi a Dio che avevo deciso di perdonare.
Da lì cominciai a sentire più pace dentro di me, era come se le onde di un mare in tempesta si acquetassero. Però, ogni volta che ricordavo, le lacrime scendevano ancora copiose e l’afflizione mi circondava il cuore.
Dio lo vedeva e sapeva che non era ancora finita, allora mi parlò con un passo della Bibbia (Ezechiele 39:11-16), mi fece sentire quanto conosceva in profondità il mio stato d’animo e che si sarebbe occupato Egli stesso di purificare la terra del mio cuore da ogni traccia di quei sentimenti nocivi e che lo avrebbe fatto accompagnandomi a seppellire uno ad uno quei ricordi, ma stavolta ‘cadaveri’. Fino a quel momento quei ricordi erano ancora vivi, per quanto mi sforzassi, il dolore li accompagnava ancora e mi sentivo incapace di azzerarlo. Ma Dio era lì per fare di quella ferita sanguinante una cicatrice ben rimarginata, per liberarmi dalle emozioni che tenevano in vita queltrauma.
Credetti in quella Parola ed iniziai a percorrere la terra del mio cuore con Lui, passammo e ripassammo (come dicevano quei versetti), e fu così che i sentimenti che attanagliavano il mio cuore sono stati ad uno ad uno ‘uccisi’ – rinunciati – e ‘seppelliti’ dalla potenza di Dio unita alle mie decisioni.
Ciò che mi rendeva una persona iraconda era quella catena invisibile di sentimenti nascosti che mi legava alla violenza che mi era stata esercitata. Oggi quella catena non

c’è più, perché Dio l’ha spezzata, restituendomi la libertà ed il vero dominio sulle mie reazioni, non il loro mero controllo.
• Ho conosciuto Gesu’ tre anni fa, in un momento della mia vita molto triste. Apparentemente le cose andavano abbastanza bene, il lavoro, gli amici, la musica, ma dentro di me il vuoto piu’ assoluto, una stanchezza infinita, dovuta alla difficolta’ di affrontare da sola il fardello della mia vita e quello delle persone intorno a me. Ero alla ricerca io di un aiuto dopo averne offerto tanto, ma niente e nessuno sembrava potesse sostenermi. In quel momento cosi’ difficile il Signore ha messo sulla mia strada delle bellissime persone, i miei pastori, che mi hanno presentato Gesu’, mi hanno parlato del sacrificio che Lui ha fatto della Sua vita affinche’ io avessi vita. E cosi’ ho deciso di aprire il mio cuore a Lui. Da quel momento ho cominciato ad essere una persona nuova: avevo la certezza che Lui mi proteggeva in ogni aspetto della mia vita. Ha guarito la mia anima da ogni ferita causata dal vivere per tanto tempo senza di Lui. Le difficolta’ nel lavoro si sono appianate e nuove strade si sono aperte intorno a me, il mio stipendio aumentava, diventavo piu’ estroversa e sicura di me, e la mia anima finalmente trovava riposo nella certezza tangibile che Dio stesso si stava prendendo cura di me. Dio mi ha riempito di benedizioni, ho stretto rapporti con nuovi amici e riallacciato rapporti con quelli di sempre, mi ha provvisto di una macchina e finalmente ho potuto iniziare a guidare, ed ora mi sta provvedendo di una casa con delle condizioni favorevoli. E le benedizioni si sono estese alla mia famiglia, mio fratello ha finalmente trovato un lavoro serio, in circostanze a dir poco miracolose, i miei genitori sono sempre piu’ uniti e in famiglia si vive la gioia della presenza di una nuova vita, la mia nipotina, nata splendidamente nonostante una gravidanza difficile. Il Signore mi ha onorato di un ministero, un ruolo e una responsabilita’ nella sua chiesa. Io ho risposto alla Sua chiamata e alla visione di amore e salvezza per la citta’ in cui sono nata, con la consapevolezza della bonta’ e perfezione di cio’ che viene da Lui. Oggi dentro di me c’e’solo gioia e pace, ho la consapevolezza di far parte di una famiglia piu’ grande, di un disegno piu’ grande, quello che Lui ha preparato per me e per il tempo e la generazione in cui mi ha chiamata a vivere.
• Ognuno di noi durante la sua vita conosce molta gente, fa tante esperienze, prova diverse emozioni. Nella mia strada, ad un certo punto della mia vita, ho avuto un incontro speciale, che ha determinato il senso della mia esistenza ed ha prodotto un cambiamento che la capacita’ umana non avrebbe mai potuto realizzare. Avevo ventidue anni quando cio’ accadde. Penso che avevo provato a vivere in tutti i modi che mi sembravano leciti. Se ripercorro nella mia memoria le maniere in cui avevo tentato di crearmi un’esistenza felice, mi viene subito in mente quando cercavo di trovare degli amici veri a cui poter raccontare tutti i miei pensieri e di cui potermi fidare; quando, delusa ripetutamente, decisi di vivere come una “monade” autosussistente, senza sentimenti e con la convinzione di non aver bisogno degli altri. Per percorrere questa via mi servì diventare la migliore, la piu’ brava a scuola, la perfetta nell’osservanza scrupolosa delle regole, la piu’ forte: quella che non si lasciava coinvolgere dai sentimenti in modo da non derivarne ferite. Ero una gelida macchina che sfornava voti alti, sentenze di condanna per tutti quelli che sbagliavano, irraggiungibile per chi mi volesse avvicinare. Fu un periodo terribile, se penso a quanta aridita’ era in me e a quanta gente facevo soffrire. Annientavo chiunque mi passasse accanto; vivere vicino a me era impossibile. Piu’ o meno conquesto atteggiamento mi rapportavo a Dio, pensavo che Lui fosse dalla mia parte, visto che applicavo le “Sue” regole. Ma non l’avevo ancora conosciuto. Eppure, Egli bussava alla porta del mio cuore continuamente. Il periodo della mia fredda razionalita’ non duro’, perche’, sebbene all’esterno facessi vedere di essere incrollabile, in realta’, dentro di me c’era molta sofferenza e solitudine. Provavo la sensazione che nessuno mi volesse bene e di dover combattere sola contro tutti. Venne fuori una sensibilita’ eccessiva, un dolore enorme che sfogavo contro quei pochi che continuavano ad amarmi nonostante tutto, accusandoli incessantemente di non amarmi abbastanza, di essere ingiusti le volte che non erano d’accordo con me. Non c’era pace nella mia vita, ero sempre in attrito con qualcuno, piena d’ira, di sofferenza ed insoddisfazione. Ma Dio non si era scordato di me, non si era stancato di cercarmi; vedendomi tanto debole, mi aveva messo accanto una persona (oggi mio marito) che si sforzava tutti i giorni di tirarmi fuori dall’abisso del mio struggimento, col suo amore; vedendomi cosi’ cieca, m’aveva mandato due persone splendide ed amorevoli (i miei pastori) ad indicarmi la strada. Queste tre persone sono state importantissime per me; credo che Dio si sia servito di loro per farmi conoscere la Sua pazienza, il Suo amore e la Sua misericordia e per iniziare ad aprire una breccia nel mio durissimo cuore. Il loro sacrificio e’ stato grande, ma, gioiosamente, oggi posso dire che non e’ stato vano. Un giorno, in cui il conflitto dentro di me era diventato insopportabile e l’infelicita’ aveva raggiunto l’apice, chiamai in causa Dio, gridandogli tutta la mia sofferenza e accusandolo di non vederla e di lasciare che tutto quello mi accadesse senza avere cura di me. Ma in quel momento qualcosa successe: quel Dio che mi amava, mi si rivelo’ e, mettendo a nudo il mio cuore, mi fece capire che mi ero cacciata io in quella situazione, che non era il mondo a lottare contro di me, ma io a dichiarare guerra a tutti e a costringerli ad allontanarsi da me per non farsi male ed, ancora, che ero io ad averLo lasciato fuori dalla mia vita e non Lui a rimanere inerte davanti alla mia afflizione. In quel momento mi sentii una schifezza, la convinzione di peccato entro’ dentro di me e mi umiliai davanti a Lui, aspettandomi una punizione (secondo i miei meriti), ma il Suo cuore immenso mi si rivelo’ e su di me scese la misericordia; Egli mi disse che non voleva punirmi, era venuto a perdonarmi ed a ristorare la mia anima. Cosi’ ebbi il coraggio di riprendere in mano la Bibbia ed ecco cio’ che Dio voleva da me: (Ebrei 8: 8-13) Sono venuto a concludere con te un patto nuovo, perche’ avro’ misericordia delle tue iniquita’ e non mi ricordero’piu’ dei tuoi peccati. Io porro’ le mie leggi nella tua mente e le scrivero’ sul tuo cuore e saro’ il tuo Dio e tu sarai del popolo mio. Incredibile, lo avevo ignorato fino a quel momento, mi ero persino innalzata a giudicarLo, Gli avevo mancato di rispetto peccando contro di Lui e affliggendo gli altri e Lui non mi condannava, anzi, non solo mi diceva che si sarebbe scordato del mio peccato, ma anche che voleva stringere un patto con me. Oh Dio, la Tua grazia e la Tua misericordia non hanno confini, sono incomprensibili dall’umana intelligenza! Non avevo mai capito cosa fosse il perdono, non l’avevo mai ricevuto dalla gente per i miei sbagli e non lo sapevo dare, ricevere quel perdono fu un’esperienza che sconvolse me ed i miei parametri di giudizio, fece così bene al mio cuore, iniziò a ricostruirlo, a massaggiarlo, a farlo tornare in vita, a farlo sentire amato ed apprezzato. Dio scardino’ le mie convinzioni ed i miei schemi; mi impressiono’ nel farmi vedere che mi dava il Suo amore anche se non lo meritavo; raggiunse il mio sterile sistema di regole, fissando la Sua legge nel mio cuore, proprio lì dove l’amore, che vuole solo il bene, da’ senso a quelle leggi che altrimenti sarebbero solo costrizioni, dove l’amore trasforma i giudizi in compassione. Quel giorno sono veramente nata, percio’ oggi ho solo quattro anni, benche’ il mio corpo ne abbia ventisei. Ma questi quattro anni sono stati un concentrato di vita, di rinnovamento, di miracoli, di battaglie vinte, etc… Avrei bisogno di un libro per raccontare tutte le esperienze meravigliose che ho vissuto da quando c’e’ Dio nella mia vita. Tuttavia, seppur brevemente, non posso fare a meno di accennarne almeno qualcuna, perche’ altrimenti nasconderei quella gloria che, invece, intendo rendere al mio Dio, il piu’ dolce ed il piu’ potente, il piu’ fedele e l’Altissimo; mio Padre. Il piu’ dolce, quando fece arrivare al mio cuore le parole che mi fecero vedere che sbagliavo a conservare l’amarezza ed il rancore per le ingiustizie subite, quando mi sussurrò che quei sentimenti lo portavano a marcire e contagiavano anche gli altri; il piu’ potente, quando, accorgendomi di esserne gia’ divenuta schiava, lottavo per uscirne, distrusse in un istante la mia prigione e ruppe le mie catene, restituendomi la liberta’ e la capacita’ di perdonare. Il piu’ fedele, quando nel mezzo dell’aspra e logorante battaglia che dovetti combattere per laurearmi, mi promise che ce l’avrei fatta contro il tempo e contro l’ostilita’ dell’assistente, e mantenne la Sua promessa; l’Altissimo, quando ai Suoi ordini si dovette chinare un’intera Commissione di insigni autorita’ per darmi i meriti che Lui voleva attribuirmi, in luogo di quelli che volevano essermi sottratti. Mio Padre, quando, vedendo le mie difficolta’ economiche e la mia mancanza di mezzi per continuare a studiare, mi disse che io sono Sua figlia e che Egli mi benedice con ogni sorta di benedizione, prendendosi cura di me anche sotto quest’aspetto e mise in atto un piano ad hoc, per permettermi di studiare senza pagare un soldo presso la Scuola di specializzazione piu’ facoltosa e costosa d’Italia.
Sei il mio Dio, tutti conosceranno che sei il mio Salvatore, il mio Redentore, il Potente di Giacobbe (Isaia 49:26) !
• Ho 20 anni. Ho conosciuto Gesu’ 3 anni fa, quando ne avevo 17, in un periodo difficile della mia vita perche’ stavo vivendo gia’ da anni una situazione complicata nella mia famiglia a causa di una lunga malattia della mia mamma. Per questo motivo e anche per una serie di dispiaceri che si sono susseguiti in quell’anno, io mi sentivo molto infelice, , ma non solo; il mio cuore infatti era invaso da dolore, amarezza e tanta rabbia. In questa circostanza ho conosciuto delle persone che mi hanno presentato Gesu’ in un modo del tutto particolare: Loro mi dicevano che Egli voleva liberare il mio cuore di tutto il peso che portavo dentro; l’unica cosa che avrei dovuto fare era consegnarglielo e perdonare le persone che mi avevano ferita dal momento che Gesu’ sulla croce aveva perdonato me. E’ stato proprio quello che ho fatto. Piu’ perdonavo e piu’ mi sentivo libera. All’inizio e’ stato difficile per me, ma ho capito che ne valeva la pena. Cosi’ mi sono impegnata a fondo ad ubbidire le parole di Gesu’. Oggi posso dire che Gesu’e’ stato colui che mi ha salvato da emozioni che mi stavano uccidendo. Egli mi ha liberata da tutto cio’ che provavo e che mi faceva male. Il mio cuore, pero’, aveva anche un altro problema e cioe’ paura e insicurezza .Gesu’ ha risolto anche questo perche’ davanti all’incertezza del futuro, ma anche dello stesso presente, Egli ha messo davanti ai miei occhi il mio destino, un destino che Lui stesso ha preparato per me e che io non ho fatto altro che abbracciare. Oggi la mia sicurezza non dipende delle circostanze che io vivo, ma da Gesu’perche’ ho imparato ( e veramente sto ancora imparando) che la mia vita e la mia felicita’ sono nelle sue mani. Il mio invito e il mio augurio e’ che anche tu che stai leggendo questa testimonianza possa ricevere Gesu’ Cristo come il tuo Salvatore, qualunque sia il tuo problema, il Tuo Signore, qualunque siano le tue decisioni e come il Tuo migliore amico , perche’ sai, se c’e’ un amico del tutto fedele, quello e’Gesu’.

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